giovedì 17 dicembre 2009

Lo chiamavano bocca di rosa…portava l’amore sopra ogni cosa

"Se da quello che è successo deriverà una maggiore consapevolezza della necessità di un linguaggio più pacato e più onesto nella politica italiana, allora questo dolore non sarà stato inutile". (Silvio Berlusconi, 17 dicembre 2009)
E anche le 2 ore dal dentista per rifarsi la dentatura non saranno state vane aggiungerei.
A questo punto però urge chiarire bene chi deve rispolverare un linguaggio pacato e onesto.
Colui che adesso sparge miele e sprizza amore da tutti i pori è comunque sempre lo stesso che ha amabilmente definito coglioni quelli che non votano per lui, mentecatti i giudici, farabutti i giornalisti, Mangano un eroe.
Insomma un fulgido esempio di buonsenso e moderazione.

mercoledì 16 dicembre 2009

Mala tempora currunt

Leggo Repubblica da 30 anni, praticamente da sempre; è il quotidiano che ricordo sempre in casa, diciamo che siamo quasi cresciuti insieme.
Adesso scopro che acquistando Repubblica finanzio un network terroristico di cui fanno parte anche il giornalista Marco Travaglio e buona parte della magistratura italiana e prima o poi verrà fuori che tutti costoro sono presenti nella lista dei terroristi ricercati dall’FBI insieme con lo sceicco Bin Laden.
Ieri, con buona pace delle parole di estrema saggezza del Capo dello Stato che chiedeva il ritorno alla normale dialettica politica, l’On Cicchitto ha attaccato dai banchi di quel Parlamento che dovrebbe essere solenne espressione di democrazia e libertà , il giornale Repubblica, i magistrati, e tutti coloro che non condividono le scelte del Governo.
Quello a Repubblica, non è solo un attacco al giornale, al gruppo editoriale e ai suoi giornalisti; è un ennesimo attacco alla libertà di stampa, alla libertà di espressione e di manifestazione del pensiero, che non è esclusiva prerogativa dei giornalisti, ma libertà inviolabile e costituzionalmente garantita di ciascuno di noi; è solo il primo passo di una già preannunciata politica oscurantista che colpirà cortei, manifestazioni, web.
Ma confronto e discussione sono l’anima stessa della democrazia. Definirsi contrari ad uno schieramento politico, criticare, anche aspramente, le scelte del governo, manifestare pacificamente in piazza per i propri diritti, non significa istigare all’odio o alla violenza.
Non siamo di fronte all’eterna lotta tra il bene e il male; tra l’amore impersonificato dal Presidente del Consiglio, - che affranto nel letto d’ospedale si chiede perché tutti lo odiano, lui che ama tutti noi (tranne i magistrati e quelli di Repubblica suppongo) e messianicamente, rassicura che l’amore trionfa sempre sull’odio, - e la violenza di chi giornalista o cittadino osa criticarne l'operato.
L'Italia non è una monarchia medievale, il popolo non è una massa uniforme di sudditi che applaude il leader, criticare non significa essere nemico dello stato, chiedere il rispetto delle leggi non significa essere dei sovversivi o dei forcaioli giustizialisti, significa solo essere cittadini.

martedì 15 dicembre 2009

Chi è senza peccato scagli la prima pietra

On Casini, con i tempi che corrono starei attento a dare suggerimenti...

lunedì 14 dicembre 2009

Non si lanciano le statuine contro i politici...

...anche se il politico in questione è l’uomo con le palle al secolo Silvio Berlusconi e la statuina in questione è il duomo con tanto di "bela madunina tuta d’ora e piscinina".
Non è un bel gesto e non si fa.
Detto questo mi pare che comunque come in tutte le cose all’italiana forse stiamo esagerando l’accaduto.Questo è un gesto isolato di un uomo da dieci anni in cura psichiatrica e non l’atto terroristico di matrice comunista e magari con i giudici quali mandanti occulti.
Ma noi tendiamo sempre ad esagerare. Come quando nel 2002 un piccolo aereo da turismo si schiantò contro il Pirellone scatenando la psicosi terroristica e Milano divenne New York e il Pirellone la Ground Zero all’italiana, con il Presidente del Senato Marcello Pera che, incautamente, annunciava un attentato, smentito ventuno minuti dopo dal Ministro degli Interni Scajola che chiariva si era trattato di un semplice incidente.
Anche questa volta il terrorismo, i comunisti, i giudici, le bande eversive e sovversive non c’entrano un bel niente. Anche perché mi riesce difficile immaginare gruppi di terroristi in libertà per le strade milanesi o romane, armati fino ai denti dei souvenir tipici: il duomo a Milano, la Torre a Pisa, il Colosseo a Roma, pronti a colpire il nemico di turno.
In ogni caso, in questo particolare frangente, SuperSilvio ha tutta la mia solidarietà.

venerdì 11 dicembre 2009

La teoria della relatività

Costituzione italiana – data di nascita 1 gennaio 1948 (giorno della sua entrata in vigore)
Silvio Berlusconi – data di nascita 29 settembre 1936

Domanda: se secondo l’uomo con le palle, attualmente afflitto dalla sindrome di calimero (“'Avete visto quante me ne hanno dette, me ne hanno dette di tutti i colori, me ne hanno dette dal presidente della Camera al presidente della Repubblica al presidente del Pd. Ce l'hanno tutti con me'”), la Costituzione è vecchia e va cambiata perché lui è “gagliardo come un ventenne”?

giovedì 10 dicembre 2009

Quest’uomo non sta bene

Ma dico sul serio. Per quanto possa sentirsi giovane dentro la senilità avanza impietosa.
Oggi il miglior Presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni, e da adesso anche il miglior oratore oserei dire, ha parlato al congresso del Ppe a Bonn.
Questi i punti salienti del discorso
- siamo la terza economia d’Europa (scusa nano, ma contiamo a partire dal basso o dall’alto?)
- L’italia ha una maggioranza coese e un premier super
- Tutti si chiedono “dove si trova uno forte e duro con le palle come Silvio Berlusconi?"
- la sovranità sta passando al partito dei giudici. Il Parlamento fa le leggi, ma se queste non piacciono al partito dei giudici questo si rivolge alla Corte Costituzionale e la Corte abroga la legge - Stiamo lavorando per cambiare questa situazione anche attraverso una riforma della Costituzione
- In Italia non c'è l'immunità parlamentare, in Italia i pm non dipendono dal governo e si è formato nella sinistra un partito dei giudici, non riuscendo la sinistra che è divisa e allo sbando, ad avere ragione attraverso la politica, cerca di avere ragione del centrodestra attraverso i processi».

Tralasciando il solito attacco alla magistratura, ormai è prassi ogni volta che il Presidente del Consiglio apre bocca, tanto che è diventato un tormentone un po come doveva esserlo ai suoi tempi il “Carthago delenda est” di Catone, quello che mi chiedo alla luce di queste esternazioni è: se Bossi ce l’ha duro e Berlusconi è con le palle, come può essere definito questo governo?

Per chiuqnue voglio farsi un’dea di seguito il discorso dell’uomo con le palle

mercoledì 9 dicembre 2009

Novantamila secondo la questura...


 
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