Se ci dice culo questa volta forse, ma dico forse, riusciamo dopo 16 anni di proficuo berlusconismo a liberarci del nano una volta per tutte. Non è ancora detta l’ultima parola, ma io sono fiducioso per natura, che ci volete fare.
A questo punto la domanda è: se questo si leva dalle scatole, che fare dopo Berlusconi?
Prima cosa: brindare.
Seconda cosa: io per restare sul sicuro, oltre a levarci lui dalle scatole, farei una cosa tipo la XIII disposizione finale della Costituzione, insomma una cosetta tipo Savoia. Tradotto: fuori dai coglioni lui e tutta la discendenza sua a partire dalla cara Marina, senno qui rischia che passiamo da un Berlusconi all’altro e oltretutto Marina non è manco simpatica. Almeno il vecchiardo ha il senso dell’umorismo.
Terza cosa: fare una cazzo di legge sul conflitto di interessi. Sempre che al PD una cosa del genere non sembri troppo disturbo. Io ancora non mi capacito del secondo governo Prodi. Dico io, arrivi al Parlamento dopo una vittoria risicata, hai una maggioranza che scricchiola peggio del femore di una novantenne con l’osteoporosi, e che fa il governo appena insediato? Invece che tirar fuori dal cassetto un qualunque , dico qualunque progetto di legge sul conflitto di interessi e votarlo a tamburo battente, si applica sull’indulto. Quindi a sto giro, chiunque si trovi a vincere le elezioni, di qualunque schieramento politico sia, faccia sta benedetta legge , per favore.
Le cose da fare poi sarebbero innumerevoli, non stiamo qui ad elencarle una per una senno non finiamo più e viene fuori una lista peggio di quella della spesa prima del cenone di Natale. Per esempio: divieto di candidatura per più di due legislature; divieto di candidatura se si è raggiunti da un qualunque provvedimento di natura penale e senza stare ad aspettare la condanna definitiva ; io ci aggiungere anche il blocco delle follie tipiche di questi anni di spensierata gaiezza berlusconiana e quindi: no al ponte sullo stretto che non ci serve anche perché non abbiamo una benedetta autostrada per arrivarci a sto ponte e comunque, come fa giustamente notare Cetto La Qualunque, quella è terra sismica e il ponte non regge; no pure alle centrali nucleari, ci mancano solo quelle fatte con la sabbia e le pareti in cartongesso e siamo a posto.
Direi che è urgente riprendersi ciò che avevamo prima. Intendiamoci. Non che prima di Berlusconi l’Italia fosse un paese incantato o il migliore dei mondi. Però c’era solidarietà sociale, c’era il rispetto delle istituzioni e c’era rispetto tra le Istituzioni, c’era un sentimento di unità che ora manca.
Ripartiamo da ciò che abbiamo. Ripartiamo da ciò che siamo. Ripartiamo dalla Costituzione. Abbiamo già tutto li, come scrisse Pietro Calamandrei
“La Costituzione, vedete, è l’affermazione solenne della solidarietà sociale, della solidarietà umana, della sorte comune, che se va affondo, va affondo per tutti questo bastimento. E’ la Carta della propria libertà. La Carta per ciascuno di noi della propria dignità d’uomo.”


17:50
capitan_harlock




