giovedì 29 aprile 2010

Tin Tin in tribunale

Non bastassero i problemi, seri aggiungerei, che abbiamo nel mondo, c’è sempre qualcuno che ritiene opportuno di dover tutelare le sue ragioni anche nei confronti dei cartoni animati. Apprendo con sconcerto che in Belgio, un cittadino congolese, Mbutu Dieudonné, ha presentato al tribunale di Bruxelles una denuncia penale contro Tin Tin il protagonista del celebre fumetto e cartone animato francese. Qual è il reato? Razzismo.
Ora parliamoci chiaro, Tin Tin è un fumetto e un cartone animato. Magari nel fumetto e nel cartone il popolo congolese non viene trattato benissimo e ci sono parecchie citazioni al padrone uomo bianco , ma non mi pare il caso di trascinarlo in tribunale .
Dove andremmo a finire di questo passo?
Vogliamo forse fare causa al Signor Vitali per riduzione in schiavitù e maltrattamento di minore dal momento che trascinava il dolce Remì in giro per la Francia con addosso un’arpa. E già che ci siamo denunciamolo pure per maltrattamento di animali e commercio di animali esotici senza autorizzazione, perchè la scimmietta di certo non possiamo considerarla fauna locale, non in Francia .
Per non passare poi al capitolo supereoi. Già che ci siamo denunciamo Goldrake e Mazinga Z e tutta l’ allegra combriccola, citiamoli che so, per danni.
Si è vero ci hanno salvato parecchie volte dalla distruzione totale e dai quei piccoli bastardi provenienti dalle stelle, ma ragioniamo. Caro il mio Actarus, ma se tu sai che ogni giorno che Dio manda in terra , quei lombrichi elettronici provenienti da Vega verranno armati fino ai denti per annientare il genere umano, dico ti pare il caso di rimanere ad abitare nella fattoria e quando scatta l’allarme partire in lambretta per arrivare all’Istituto e pilotare Goldrake? parcheggiare la ferraglia sotto casa non è più comodo?
E tu caro il mio Mazinga, perché aspettare che i nemici abbiano raso al suolo almeno un pao di città prima di deciderti ad annientarli? Sfodera sti pugni atomici e facciamola finita .
A questo punto mi aspetto pure la richiesta di risarcimento dei russi , che in ogni benedetto film di spionaggio che si rispetti, sono sempre dei patetici cattivi che tentano disperatamente di conquistare il mondo e finendo accoppati in men che non si dica dall'eroe americano di turno. Ne va della loro immagine...

domenica 25 aprile 2010

Per un 25 Aprile di riunificazione

"Si, vedete, amici, il 25 aprile è non solo Festa della Liberazione : è Festa della riunificazione d’Italia. Dopo essere stata per 20 mesi tagliata in due, l’Italia si riunifica, nella libertà e nell’indipendenza. " discorso del Presidente Giorgio Napolitano il 24 aprile 2010- Milano

Lettere dal fronte
"Mamma adoratissima,quando riceverai queste mie poche righe io sarò già in cielo, da cui ti proteggerò.Sono stato travolto dall'odio di parte e sono colpevole solo di aver amato la mia grande Italia!Non piangere, mamma, non piangere, te ne supplico. Un figlio perso così non è da piangersi '.Devi invece tenere la testa alta ed andare orgogliosa di me. Ma sappi, Mamma, che io non ho ucciso. Non ho fatto uccidere, non ho fatto torturare. Quindi non è stata giusta, agli occhi di Dio, la mia condanna.Vorrei dirti mille e mille cose, ma non mi è possibile; in questo momento tutti i pensieri mi attraversano il cervello.Ti prego di scusarmi tutto il male che vi ho fatto, tutte le pene che tu e Babbo avete sofferto per me. Ricordati di tuo figlio e prega per lui, che la sua anima ha tanto bisogno di ciò.E ricordati, Mamma adorata, che forse è bene che ciò accada per me! Così non vedrò l'Italia dibattersi in una nuova guerra... E poi, dopo questa, la guerra dei partiti. E nuovi fiumi di sangue scorreranno sul nostro suolo, e nuove lagrime scorreranno sul mondo.Fino ad un'ora fa non sapevo ancora quale missione mi avesse affidato Dio. Ora lo so: morire per la mia Patria. Ed io affronto questo supremo momento in piena serenità, con animo tranquillo, da “alpino” come sono sempre stato. Il mio ringraziamento vada al signor Picchi, a Don Nicola, a Don Eugenio, a tutti quelli che mi furono supremamente vicini in questa ultima ora. E voi pure ringraziateli, perché mi hanno alleviato veramente le pene.Con tanto affetto vi bacio. Eternamente vostro " Tortona, 9 maggio 1945- PIER LUIGI PALIASSO, sottonetenente del IV Reggimento Alpini.

"La Divina Provvidenza non ha concesso che io offrissi all’Italiasui campi d’Africa quella vita che ho dedicato alla Patria ilgiorno in cui vestii per la prima volta il grigioverde. Iddio mipermette oggi di dare l’olocausto supremo di tutto me stessoall’Italia nostra ed io ne sono lieto, orgoglioso e felice!Posa il mio sangue servire per ricostruire l’unità italianae per riportare la nostra Terra ad essere onorata e stimata nelmondo intero. Lascio nello strazio e nella tragedia dell’ora presente i mieiGenitori, da cui ho imparato come si vive, si combatte e si muore:li raccomando alla bontà e a tutti quello che in terra mi hannovoluto bene. Desidero che vengano annualmente celebrate, in unachiesa delle colline torinesi, due messe: una il 4 dicembre, anniversariodella battaglia di Ain El Gazala; l’altra il 9 novembre, anniversariodella battaglia di El Alamein; e siano dedicate e celebrate per tutti i miei Compagni d’armi, che in Terra d’Africa hanno dato la vitaper la nostra indimenticabile Italia. Prego i miei di non voler portare il lutto per la mia morte; quandosi è dato un figlio alla Patria, comunque esso venga offerto, non losi deve ricordare con segno della sventura. Con la coscienza sicura d’aver sempre voluto servire il mioPaese con lealtà e con onore, mi presento davanti al plotone di esecuzione col cuore assolutamente tranquillo e a testa alta. Possa il mio grido di "Viva l’Italia libera" sovrastare e smorzareil crepitio dei moschetti che mi daranno la morte; per il bene e perl’avvenire della nostra Patria e della nostra Bandiera, per le quali muoio felice!" Torino 5 aprile 1944 - Franco Balbis, Capitano d'Artiglieria, Partigiano

martedì 23 marzo 2010

Al Presidente del Consiglio

Egregio Presidente ,
Ho letto che presto, se la fortuna mi sarà amica, riceverò a casa una sua missiva, una letterina traboccante di amore, ad illustrarmi i giorni del suo operato; suo e del Governo del fare ovviamente (non vorrei togliere meriti a chi la circonda).
Ho anche avuto modo di apprezzare, dai giornali, le parole che ha pronunciato dal palco di San Giovanni, in quella piazza traboccante dei 150 mila italiani che amano, e Lei, capopolo circondato dai futuri governatori, una specie di Artù con i suoi fidi cavalieri, pronti a giurare nelle sue mani. Ho riflettuto sulle sue parole e sui programmi e se mi permette, Le vorrei far notare, alcune piccole cose.
- Sconfiggere il cancro nei prossimi tre anni. Mi consenta Presidente, ma perchè? No, non mi fraintenda è un bellissimo proposito, certo sarebbe meglio supportarlo magari aumentando i fondi alla ricerca invece che spararla lì, proprio mentre tutti i nostri migliori ricercatori , valigie alla mano, lasciano il Paese, ma va bene così. Ma guardi che la gente, i comunisti soprattutto, sono davvero incontentabili. Lei sconfiggerà il cancro, e vedrà si lamenteranno che ha dimenticato i diabetici e i cardiopatici; e chi è affetto da alopecia, vogliamo forse abbandonarlo al suo calvo destino?
- Unire l’Atlantico al Pacifico, e partendo dal Piemonte per giunta. Mirabile opera di ingegneria, di molto superiore a quella cosetta del canale di Panama, nessuno avrebbe mai osato neppure pensarci. Ma Lei invece Presidente, dopo il fantomatico Ponte sullo Stretto, ora ci delizia con quest’altra mirabolante opera di fantaingegneria. Ma anche qui, sono certo Presidente, che troverà sempre qualcuno pronto a criticarLa. Già me li immagino, i valdostani, stufi di passare gli inverni a sciare e le estati sulle ridenti montagne in compagnia di mucche e caprette, avanzare il loro diritto di un accesso all’Oceano (nel caso Presidente, scelga l’Atlantico, mi pare geograficamente più fattibile)
- Sconfiggere la mafia nei prossimi tre anni. Scusi Presidente, passi per il cancro, e per il coast to coast tra gli Oceani, ma questo mi pare davvero eccessivo anche, mi Permetta, per uno con la Sua energia e la Sua voglia di fare. Certo si potrebbe partire magari dall’abolizione del reato di associazione mafiosa, del resto se un fatto non è previsto dalla legge come reato… sono certa che l’avv. Ghedini, riuscirà a trovare un escamotage, ma la prego Presidente, gli ricordi che in Italia esiste quella cosa che si chiama Costituzione e gli faccia scrivere una benedetta legge che almeno per una volta non ne violi una quindicina di articoli e magari che la facciamo ( e comunque Presidente, se li scelga meglio i collaboratori la prossima volta, non può mica fare tutto Lei).
- Riforma presidenziale, per dare finalmente la scelta al popolo. Io suggerirei magari un sistema di votazione molto diretto, con una vera espressione della sovranità popolare, magari un televoto, con finale in diretta televisiva su reti mediaset e presentata da Maria de Filippi. Immagino già la scena ”Il Vincitove di Sette anni al Quivinale è….Vediamo le cavte…”
E nonostante il Suo impegno, i Suoi sforzi, come La ripaga il Paese? Con un complotto meschino ordito da comunisti-giudici-giornalisti-talebani, che proprio non vogliono lasciarLa lavorare.

Presidente, si fidi, quest’Italia non La merita. Abbandoni questo paese al suo triste destino e se ne vada, e mi raccomando porti pure con se quelle splendide persone che la circondano, l’Italia non merita nenache loro.
Noi , soffrendo, tenteremo di arrangiarci e di andare avanti. Continueremo a lottare contro il cancro negli ospedali e con i pochi ricercatori che ancora restano qui, ci accontenteremo del Mediterraneo, continueremo la lotta alla mafia nelle aule dei Tribunali, e continueremo ad avere un Repubblica Parlamentare e un Presidente eletto senza televoto, ma terremo duro e andremo avanti.
Non si preoccupi Presidente, ci faremo forza e riusciremo a dimenticarLa.

mercoledì 10 marzo 2010

Riusciranno i nostri eroi ... a presentare le liste

PapiSilvio ha fornito la sua interpretazione autentica dei fatti avvenuti il giorno della presentazione delle liste.
Quello che ne è venuto fuori è una specie di rivisitazione dello sbarco in Normandia.
Questi i fatti (secondo il Nano)
I delegati della libertà muniti di colazione a sacco e scatoloni si avviano alla buon’ora presso gli uffici del Tribunale. Ad accoglierli trovano schierati una banda di radicali in assetto antisommossa, che provenendo da uno sciopero della fame che si protraeva da giorni, li attacca violentemente ai polpacci. A difesa dei poveri delegati non interviene nessuno nemmeno i magistrati, talebani, comunisti, mentecatti, i quali armati di fotofinish fanno notare che alla scadenza del termine i nostri eroi erano fuori per questione di centimetri… Ai detentori della libertà viene assicurato che comunque tutto potrà essere risolto con un ricorso, presentato tempestivamente dal partito del fare , entro le 17 al competente ufficio circoscrizionale.
Il nanopremier ha comunque concluso che nonostante la sinistra si sia comportata in modo antidemocratico e meschino, il popolo delle libertà vincerà lo stesso le elezioni e darà”una lezione alla sinistra” .
Per cominciare la lezione è stata data al povero free lance Rocco Carlomagno.

venerdì 26 febbraio 2010

Il caso Morgan


Ieri sera, nella trasmissione di Santoro, si è svolta la seconda puntata del Processo a Morgan, dopo la prima svoltasi nel salotto di Vespa.
Oggi l’anatema del sottosegretario Giovanardi, responsabile del Dipartimento Nazionale Antidroga che definisce scandalosa la trasmissione e arriva addirittura a dichiarare: “una TV di Stato ha fatto propaganda della droga”. Anche l’Osservatorio sui Diritti dei minori suona la carica contro Anno Zero dichiarando “Non si può trattare un tema così delicato senza la presenza di uno straccio di specialista, legittimato a spiegare alle masse giovanili quali siano le conseguenze devastanti della tossicodipendenza”
Ora non vorrei passare per il difensore d’ufficio di Morgan, il quale peraltro mi sembra abbia una notevole favella e un altrettanto notevole dose di intelligenza per difendersi da solo, ma continuo a non capire il vespaio di polemiche che si è sollevato intorno alle dichiarazioni del cantante.
Siamo il paese dove il Presidente del Consiglio va a mignotte e il responsabile della Protezione Civile, tra una frana e un terremoto trova il tempo per una ripassata a Francesca, e noi stiamo a discutere di che cattivo esempio sia per la gioventù italiana un cantante che dichiara di fare uso di droga.

mercoledì 24 febbraio 2010

I cavalieri che fecero l'impresa

Un presente oscuro
Uno stato di polizia
Le secchiate di fango
L’invasione degli stranieri
Il governo delle riforme e delle emergenze
Una sinistra disfattista e antitaliana
L'eterna lotta tra il bene e il male

Dall’autore di successi come “I cinesi li preferiscono bolliti” e di “I coglioni stanno a sinistra”, dal genio incompreso di Michela Brambilla, con le musiche di Mariano Apicella, dopo “Una scelta di campo” e “Quelli del predellino”, finalmente in Italia l’ultima opera della trilogia azzurra “I promotori della Libertà”.

giovedì 11 febbraio 2010

Ti raserò l'aiuola...


Il 21 novembre del 2008 Bertolaso è al telefono con Rossetti, gestore del centro benessere Salaria sport village. "Sono Guido, buongiorno... Sono atterrato in questo istante dagli Stati Uniti, se oggi pomeriggio, se Francesca potesse... Io verrei volentieri, una ripassatina".

Fa però sapere l'avvocato di SuperGuido, nostro signore delle disgrazie, che "siamo in presenza di un grande equivoco che sarà quanto prima chiarito".
Come no!!!

 
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