venerdì 29 ottobre 2010

Invincibile sei ...



E’ tornato.
Cominciavo quasi a preoccuparmi.
Era un po che lo vedevo cupo, accigliato, in giacca e cravatta, insomma mi faceva quasi pena. Questo è stato un periodaccio per Guido; le ripassate a Francesca al Salaria Sport Village, la cricca che speculava sugli appalti della ricostruzione post terremoto, pure la storia del pied a terre dove il povero Guido si concedeva, a sbafo tra l’altro, il riposo del guerriero.
Poi soprattutto un periodo di relativa calma sul fronte catastrofi, qui in Italia. Mica come in Indonesia; li hanno avuto addirittura un terremoto, un maremoto e un’eruzione vulcanica. Paese fortunato, insomma. Qui invece manco un’alluvioncina, una catastrofe anche piccola piccola. Niente di niente.
Ma per fortuna un sempreverde della protezione civile: Napoli e la spazzatura.
E si sa: quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare, oppure tirano fuori la maglietta dell’eroe.
E rieccolo li, in tutto il suo splendore e striscette tricolori, nello studio di Annozero: Capitan Bertolaso. Sorridente finalmente. Perché Bertolaso, nelle disgrazie, ci sguazza come un topo nel formaggio. Una specie di Goldrake. Pure lui arrivava praticamente quando i bastardi di Vega avevano raso al suolo l’intera città, poi tirava fuori l’alabarda spaziale e risolveva il tutto in tre minuti.
Capitan Bertolaso uguale, ma senza la ferraglia addosso. Arriva li dove ci sta la catastrofe e in 10 giorni risolve tutto. Almeno così dice.

Va, distruggi il male …
Va, contro i rifiuti lasciati per strada
Vai, che il tuo cuore nessuno lo piega
Invincibile sei, perché Silvio lui c’è
E combatte con te , assieme teeeeeeeeeee

mercoledì 27 ottobre 2010

Con questo presidente del Consiglio il lodo Alfano è praticamente indispensabile



Berlusconi dice“ Con questi PM il Lodo è indispensabile” ma la realtà è quella condensata nel titolo a meno che non vogliamo essere governati da uno che risiede in una cella di San Vittore. Perché quei magistrati saranno pure talebani e comunisti, ma certo SuperSilvio non è uno stinco di santo.
Ma sia chiaro a tutti che comunque Silvio il lodo non lo vuole mica è che è costretto a farlo perché questi benedetti magistrati ce l’hanno proprio con lui e non vogliono farlo governare, ma soprattutto perché il buon Silvio vuole portarci al pari con le altre democrazie europee.

Anche questo ovviamente non è vero. Chi non guarda solo il tg1 con gli scoiattoli che suonano il piano o magari con la ferale notizia della morte del polpo Paul in apertura, avrà ormai capito che questa è una cazzata pazzesca.
In Europa infatti la sospensione del procedimento penale fino alla scadenza del mandato per gli atti penalmente rilevanti e privi di rapporto con l'esercizio delle funzioni di Presidente della Repubblica è prevista solo nella Costituzione greca (art.49), in quella portoghese (art.130) e in quella francese. Tra l’altro in Francia la legge fu approvata solo nel 2007 anticipata da un dibattito furioso in cui si parlò di "colpo di mano", di certo nessuno disse che i magistrati comunisti volevano ribaltare il voto popolare.
In quel di Germania invece , sembrerà strano, ma al Cancelliere e ai ministri dell'esecutivo si applica la disciplina generale dei funzionari del pubblico impiego. Cioè sono processabili sempre e comunque se commettono qualche reato; tutt’al più se i ministri sono anche membri del Bundestag, cioè del parlamento, godono dell'immunità parlamentare, cioè la non perseguibilità per opinioni e voti espressi nel Bundestag. Ma questo è già previsto anche in Italia, dalla Costituzione, e quindi senza il lodo Alfano.
In Spagna, Regno Unito e altre monarchie i reali godono dell'immunità assoluta e non mi pare sia il caso del nanerottolo di Arcore, salvo che nelle sue vene non scorra sangue blu: Sua maestà Silvio, Cavaliere di Arcore, Signore di Mediaset e della Standa, sovrano di Milano2.
Negli Usa, i padri fondatori non hanno avuti dubbi, la legge è uguale per tutti. L'articolo II, sezione 4 della Carta prevede che "il Presidente, il Vicepresidente e ogni altro funzionario civile siano rimossi dall'ufficio ove, in seguito ad accusa mossa dal Congresso, risultino colpevoli di tradimento, concussione e altri gravi reati". In poche parole la Costituzione americana non contiene alcun riferimento all'immunità del Presidente, del Vicepresidente e dei titolari di alte cariche pubbliche federali. Del resto Nixon fu messo sotto impeachement a seguito dello scandalo Watergate e poi di dimise, mentre il povero Clinton rischiò l’impeachement praticamente per una bega familiare.

Il lodo Alfano è esattamente quello che appare: una legge ad personam anzi , una legge ad Silvium. L’ennesima. E l’ennesimo attacco alla nostra democrazia.
Addio articolo 3, ci mancherai.

lunedì 18 ottobre 2010

In piazza "PER"...


Sabato 16 a Roma il corteo della FIOM CGIL.
Il ministro dell’interno aveva previsto sfracelli, l’arrivo dei Black Block, i terribili contestatori che già avevano tentato di radere al suolo Genova nel 2001, l’arrivo di contestatori da altri paesi evidentemente ubbidienti al grido marxista di “proletari di tutto il mondo: unitevi”, aveva paventato il morto.
Niente di tutto questo. La manifestazione è stata tranquilla, pacifica, un corte ordinato.

Diverse volte ho già avuto modo di dire che non sono mai stata un’amante dei sindacati. Riconosco la grande funzione che hanno avuto in passato, riconoscono che è grazie a loro che il mondo del lavoro in generale e l’Italia in particolare ha raggiunto traguardi importanti come lo Statuto dei lavoratori che ha segnato una svolta nel diritto del lavoro italiano. Peraltro devo dire che il sindacato non ha saputo adeguarsi ad un mondo che cambia. Per troppo tempo il sindacato non è riuscito, o non ha voluto, stare al passo con tempi, si è limitato a difendere le posizioni conquistate, insomma è rimasto il sindacato di chi il lavoro ce l’ha o tutt’al più di chi rischia di perderlo; per i precari, per i famosi co.co.pro o co.co.co, generazioni di sigle più che di lavoratori, il sindacato ha fatto e fa ben poco. Del resto, quanti ragazzi assunti con contratti rinnovati ogni tre mesi, ci sono negli uffici di quel sindacato che scende in piazza a difendere il futuro dei lavoratori costretti al precariato?

Ciononostante, ho sempre invidiato la capacità organizzativa del sindacato e della CGIL in particolare. Un vera e propria “macchina da guerra”, la definirei gioiosa, ma temo che questo risvegli antichi malumori per chi milita a sinistra. Quando si mettono in testa di scendere in piazza, lo fanno eccome, bloccano la città e invadono piazza San Giovanni , altro che i due milioni paventati da Verdini dal palco del partito dell'Amore, la scorsa primavera.
E il bello di queste manifestazioni è la tranquillità. Lavoratori festanti nonostante abbiano viaggiato tutta la notte, intere famigliole con il sacco dei panini sulle spalle come fossero ad una gita fuori porta, i più casinari armati di fischietti assordanti. Ma in genere tutti insieme non “Contro” ma “Per”

Sabato non erano in piazza contro la Fiat, né contro il Governo, erano in piazza "PER" .
Per i diritti degli operai di Pomigliano, certo, ma più in generale , per i diritti di tutti, perché se Pomigliano “fa scuola” e diventa precedente, allora i diritti di tutti sono a rischio.

mercoledì 8 settembre 2010

Le regole della democrazia

In questo lungo agosto caldo, invece del solito gossip su veline e calciatori e improbabili coppie dell’estate, tutti gli sguardi erano rivolti verso il Presidente della Camera, le vicissitudini della casa di Montecarlo e del suo arredamento, con gli scoop del Giornale sul modello di cucina scelto per l’appartamento.
Poi venne il giorno di Mirabello e le notizie sull’arredamento della casetta a Montecarlo hanno lasciato il passo alla domanda : cosa farà Berlusconi dopo il discorso di Fini?
Dopo un vertice con tutte le maestranze al servizio di sua maestà ecco la notizia: quando saranno liberi, magari tra un puttan tour e l’altro, Berlusconi e Bossi andranno da Napolitano a chiedere di spostare Fini da un’altra parte.
Si, così dice Bossi, leader incontrastato della lega, condottiero di schiere padane pronte a mollare lo spiedo e la salsiccia e partire dai verdi prati di Pontida verso la Roma ladrona pronti a difendere la democrazia.
Spostare il Presedente della Camera.
Come fosse un soprammobile, una di quelle bomboniere di capodimonte che hai ricevuto al matrimonio del tuo amico, uno di quei gingilli che sposti dallo scaffale per spolverare. Non è chiaro metterlo peraltro : impacchettato nella cantina di Palazzo Grazioli, venduto all’asta su e-bay; insomma una volta spostato, che ce ne facciamo .

Ma quello che più meraviglia non è tanto la boutade della premiata ditta Berlusconi –Bossi . Alle loro sciocchezze siamo abituati. Come dimenticare per esempio “ potremmo tirar fuori i fucili” oppure l’indimenticabile “Siamo veloci di mano e di pallottole: da noi costano 300 lire» del leader celodurista. Il premier da parte sua si difende il solito attacco alla magistratura, argomento sempreverde per Berlusconi, “Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche” o anche l’ormai celebre “Ho troppa stima per l'intelligenza degli italiani per credere che ci possono essere in giro tanti coglioni che votano per il proprio disinteresse”.

Stima immeritata alla luce dei fatti , dal momento che lui governa da 15 anni contro l’interesse degli italiani.
Quello che però è ancora più sconvolgente è che le pagine dei giornali, le trasmissioni e i dibattiti televisivi siano stracolmi delle discussioni su questa che senza tema di smentita potremmo definire tranquillamente una stronzata. Quintali di carta e fiumi di inchiostro, interviste a illustri giuristi e costituzionalisti, tutto per ribadire l’ovvio e cioè che abbiamo superato lo Statuto Albertino da un pezzo e che piaccia o no, le istituzioni non sono nelle disponibilità di Arcore.
Tutto questo ha un nome: si chiama democrazia.
Sarebbe pure ora che il Nano in doppiopetto e il buzzurro in canottiera se ne facessero una ragione.

venerdì 30 luglio 2010

Il PDL cerca te




Sono partiti i casting per il nuovo reality di Mediaset: I PROBIVIRI, un format completamente italiano.
Il reality andrà in onda a reti unificate RAI e Mediaset, precedute da un editoriale di Augusto Minzolini, direttore del TG1, appena terminate le procedure di selezione.
I candidati dovranno essere ovviamente uomini, di età compresa tra i 18 e i 70 anni, e dovranno avere un casellario giudiziale di tutto rispetto.
Gli interessati possono inviare una foto formato Jpeg , (meglio se foto segnaletica) , nonchè  il proprio casellario giudiziale  da cui risultino le condanne passate in giudicato. Se procedimenti penali di rilevante importanza sono tutt’ora in corso, si prega di inviare anche certificato dei carichi pendenti.
Saranno valutati con estremo favore l’aver fatto parte, a qualunque titolo e anche a propria insaputa, di associazioni segrete con fini eversivi o di associazioni a delinquere meglio se di stampo mafioso, o l'abitare in case donate da amici. 

I casting si terranno presso la sede del PDL in via dell’Umiltà a Roma, mentre il reality invece si terrà alla Corte del re Sole, in Sardegna.

Se hai i requisiti richiesti, affrettati. Potresti diventare uno dei volti nuovi del PDL e un prossimo Onorevole.

giovedì 22 luglio 2010

Operazione memoria

In contemporanea all’operazione memoria lanciata dal nanopremier questa mattina attraverso il suo sito e il sito del TG1 (alle volte mi chiedo perché pago il canone…), parte anche la mia personale campagna Operazione Memoria.
Per raccontare di un ‘Italia diversa.
Per raccontare di come si stava bene in Italia quando c’era ancora il cancro.
Per raccontare di un’Italia dove al Tg1 non c’erano solo le notizie sul caldo e gli editoriali di Minzolini, ma c’erano pure i servizi sul lancio di monetine davanti all’Hotel Raphael.
Per raccontare di quando alla RAI c’erano programmi come l’Ottavo nano, Avanzi, Glob e non c’era Vespa ogni benedetta sera con il suo divano bianco e i plastici e non si stravolgevano i palinsesti ad ogni tornata elettorale in nome della par condicio, tutt’al più si relegavano i politici alla seconda serata in quelle tristissime tribune elettorali che tanto nessuno guardava.
Per raccontare di quando i terremoti c’erano e ci stavano pure i terremotati e le tendopoli, e non c’erano i miracoli italiani, ma si aumentavano le tasse sulla benzina per pagare la ricostruzione.
Per raccontare di quando Mangano non era un’eroe, Craxi non era statista i giudici non erano talebani e su Rai Uno ogni mattina c’era in diretta da Milano uno dei processi di Mani Pulite invece che Jessica Fletcher.
Per raccontare di come era normale l’Italia quando era un paese libero.






OkNotizie

martedì 20 luglio 2010

Un Paese normale?


E’ sempre un piacere risvegliarsi in un Paese dove si prendono appalusi a vagonate solo per aver ribadito l’ovvio.
Gianfranco Fini, alle celebrazioni in Via D’Amelio, a 18 anni dalla strage che uccise il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta, viene accolto prima da contestazioni da parte del popolo delle Agende Rosse e poi da applausi quando ribadisce “Mangano è un cittadino condannato per mafia e non può essere un eroe”
Parole sacrosante.
In un Paese normale questa dichiarazione non avrebbe avuto bisogno di esistere
In un paese normale Berlusconi non proclamerebbe Mangano un eroe, vincendo le elezioni
In un Paese normale del resto uno che monopolizza l’opinione pubblica con quattro televisioni, diversi giornali e una casa editrice, sarebbe almeno sfiorato dal sospetto del conflitto di interesse.
In un Paese normale un governo lavorerebbe per il Paese e non per la cricca
In un Paese normale, in piena recessione economica, magari qualcuno si ricorderebbe che un dicastero fondamentale, come quello dello Sviluppo Economico, è ancora senza un titolare e ricoperto ad interim dallo stesso spilungone che nel tempo libero si diletta a duettare con Aznavour .
In un paese normale un premier plurinquisito, piduista, con sospetti di collusioni mafiose non resterebbe al suo posto.
In un paese normale Berlusconi non sarebbe Presidente del Consiglio.
In un paese normale...

 
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